Zona Nomentano-Trieste.
Primo incontro conoscitivo gratuito.
Ognuno ha diritto di essere riconosciuto nella propria dignità in quanto persona
Ogni persona è in grado di autodeterminarsi e fare le proprie scelte
Cambiare stile di pensiero può aiutare a migliorare la qualità della propria vita

Dott.ssa Emma Del Gaudio
Psicologa
Psicoterapeuta
Il Benessere Psicologico individuale è fondamentale per una vita sana ed equilibrata. La psicoterapia aiuta ad affrontare e risolvere i condizionamenti passati, a vivere nel presente utilizzando le proprie capacità adulte per superare i problemi e a dare senso e valore alla propria esistenza.
Via Chiana, 35
Roma
Si riceve previo appuntamento
tel. 349/6822176
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Gli attacchi di panico
L'attacco di panico si manifesta con l'improvvisa e veloce insorgenza di un'intensa paura o sensazione di disagio. Spesso si accompagna ad una spinta a fuggire dalla situazione temuta, alla presenza della sensazione di pericolo o minaccia (infatti, può accadere che la persona abbia il terrore di morire, perdere il controllo, d'impazzire o di sentirsi in imbarazzo) e alla manifestazione sintomatica dell’ansia come palpitazione, sudorazione, agitazione, senso di soffocamento, dolore al petto, senso di vertigine, stordimento, ecc.
Normalmente le persone che soffrono di attacchi di panico hanno bisogno di tenere tutto sotto controllo e, quindi, sono incapaci di rilassarsi in qualunque situazione; sono molto vigili e sensibili nei confronti dei segnali del proprio corpo preoccupandosi anche di quelli più banali. Nei casi che ho trattato spesso ho riscontrato che queste persone hanno “imparato” ad andare in ansia nel corso della crescita a partire da esperienze vissute all’interno di un ambiente familiare iperprotettivo. In molti casi, nelle storie personali di chi soffre di attacchi di panico si aggiungono anche eventi importanti che portano a sviluppare un'ipersensibilità al pericolo fisico e mentale come nei casi di chi ha vissuto esperienze di vita imprevedibili, e pertanto incontrollabili, come la perdita o la malattia di una persona cara.
In uno dei casi che ho trattato la persona affetta da attacchi di panico era terrorizzata all'idea di spostarsi autonomamente in automobile ed era costretta a chiedere sistematicamente la compagnia di un amico o di un parente. Chiaramente questo problema limitava fortemente la sua autonomia e rischiava di compromettere i suoi rapporti spesso incentrati esclusivamente sul suo bisogno. Nella mia esperienza ha sempre dato buoni risultati aiutare la persona a cogliere il significato del sintomo e la funzione che esso ha nel mantenere un equilibrio, seppur precario, della personalità in risposta ad eventi traumatici. Conoscere il significato del sintomo aiuta a rendere la persona più consapevole e pronta a riprendersi il potere di decidere e agire liberamente nella propria vita.
Nelle dipendenze affettive, spesso associate a perdita di autostima, indecisione e condotte di evitamento, la persona che ne è affetta desidera fortemente che qualcuno si prenda cura di lei e assume un comportamento sottomesso e dipendente finalizzato al mantenimento del legame.
Queste persone pensano "erroneamente" di essere incapaci di decidere autonomamente, lasciano che gli altri si assumano le responsabilità negli ambiti più importanti della loro vita e hanno estrema difficoltà ad esprimere il proprio dissenso per timore di perdere il supporto e l'approvazione degli altri. Si sentono inadeguate non avendo alcuna fiducia nelle proprie abilità e, nel momento in cui termina una relazione intima, ne ricercano subito un'altra come fonte di cura e supporto.
In questi casi, l'obiettivo dello psicologo consiste nell'aiutare la persona dipendente ad emanciparsi da tale posizione, in modo da poter affermare la propria individualità e il bisogno di essere se stessa.
Spesso nei casi che ho trattato, le persone dipendenti pur essendo brillanti e competenti, sono profondamente convinte di non essere all'altezza degli altri, motivo per cui, specie nell’ambito dei rapporti significativi, si rimettono sempre alle decisioni altrui e non si definiscono mai rispetto a ciò che pensano, vogliono e provano.
Senza rendersene conto il loro comportamento riflette la convinzione erronea che il mondo sia un posto pericoloso rispetto al quale non sono equipaggiate per proteggersi e fondano la propria sicurezza e serenità nell'atto di dipendere dagli altri al caro prezzo di rinunciare alla libertà di essere se stesse e decidere con la propria testa. Nella pratica comune, lo psicologo stimola la persona dipendente a riconoscere questo stile relazionale insoddisfacente in un clima accogliente ed empatico e la sostiene attivamente nella fase di cambiamento affinché possa continuare a sentirsi protetta mentre sperimenta modalità relazionali più soddisfacenti.
Ogni volta che finisce un rapporto affettivo, o per motivi di lutto o perché il rapporto è volto al termine, la persona deve fare i conti con il sentimento di perdita. Quindi, anche quando finisce una relazione sentimentale, indipendentemente se si è nella posizione di chi l'ha subita o di chi l'ha determinata, la persona avverte un dolore interno legato alla separazione. In molti dei casi che ho trattato, le persone che avevano perso il proprio partner venivano da me con la richiesta di capire perché il loro dolore non passava e perché ne stavano soffrendo così tanto.
In questi casi, il compito dello psicologo è di aiutare la persona a dare un significato non solo al motivo per cui ha allacciato e mantenuto una relazione d'amore, ma anche alle ragioni che hanno portato alla rottura, perché spesso succede che le persone idealizzano la relazione passata e ne svalutano gli aspetti negativi per cui hanno difficoltà ad accettare che sia finita. In molti casi è, altresì, necessario esplorare il significato più ampio che la relazione ha avuto nella vita della persona per individuare quali aspetti di se stessa ha perso oltre al legame affettivo in questione.
Nei casi di lutto bloccato o di lutto complicato (es. più lutti consecutivi, morti violente, relazione conflittuale con la persona deceduta, ecc.) la persona manifesta le stesse reazioni emotivo comportamentali del periodo iniziale anche a distanza di tempo e può presentare una costellazione di sintomi come immagini/pensieri intrusivi, evitamento dei luoghi che ricordano la persona deceduta, incubi, irritabilità costante, crisi di pianto che invalidano pesantemente la qualità di vita. In tali casi, integro l’EMDR nel trattamento degli aspetti congelati o bloccati del lutto per far ripartire il suo normale processo di elaborazione.
Nei casi in cui la persona s'innamora sistematicamente di una particolare categoria di partner, lo psicologo l'aiuta a riconoscere se e come tale scelta inconsapevole abbia a che fare con la sua storia passata e, dunque, con il suo malessere in modo da evitare ricadute successive.
Lo psicologo ha anche il compito di sostenere nei casi in cui la persona pensa "erroneamente" di non riuscire a sopportare il dolore che prova e di aiutarla a rinunciare a tale attaccamento paralizzante in modo da investire in nuovi e più nutrienti rapporti.
ultima modifica effettuata il 6 maggio 2026